Perché le cose non sono più come una volta nei mercati emergenti
10 aprile 2017

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La prospettiva di stabilizzazione dei prezzi delle materie prime e di miglioramento degli utili societari ha contribuito a risvegliare l’interesse degli investitori per i mercati emergenti durante lo scorso anno. Ma gli investitori che tornano a rivolgere l’attenzione ai mercati emergenti odierni potrebbero riscontrare una situazione molto diversa dal passato. Ho invitato il collega Carlos Hardenberg ad illustrarci alcune delle sue esperienze in merito al fatto che i mercati emergenti non sono soltanto emergenti, ma anche in evoluzione.

Carlos Hardenberg

Carlos Hardenberg

Carlos Hardenberg
Senior Vice President & Managing Director
Templeton Emerging Markets Group

Se esaminiamo le società dei mercati emergenti in cui investiamo oggi, scopriamo che sono lontane anni luce da quelle che analizzavamo uno o due decenni fa.

Il panorama delle società dei mercati emergenti ha subito in generale una significativa trasformazione dai business model spesso essenziali del passato, che tendevano a concentrarsi su infrastrutture, telecomunicazioni, modelli bancari classici od imprese legate alle materie prime, ad una nuova generazione di aziende estremamente innovative che entrano nell’universo tecnologico ed adottano processi di produzione a valore aggiunto molto più alto.

Cominciamo inoltre ad osservare l’affermazione di alcuni marchi molto forti, rappresentati in tutto il mondo, provenienti da paesi dei mercati emergenti.

Alla fine degli anni Novanta, quando ho cominciato a muovermi nel mondo degli investimenti nei mercati emergenti, le società tecnologiche costituivano soltanto circa il 3% dell’universo rappresentato dall’indice MCSI Emerging Markets (EM).[1] Sei anni fa l’informatica (IT) rappresentava ancora meno del 10% delle società investibili nell’indice.[2] Molte cose sono cambiate da allora.

0317_CarlosMobiusblog charts_ita-IT_1 Oggi il settore IT (inclusi hardware, software, componenti e fornitori) costituisce circa un quarto dell’indice MSCI EM.

E sebbene gran parte di questa attività abbia origine in Asia, comprese Taiwan, Corea del Sud ed in misura crescente la Cina, assistiamo a sviluppi analoghi anche in America Latina, Europa centrale ed orientale e persino in Africa.

Il settore IT può essere un segmento difficile da capire e valutare. I business model cambiano rapidamente, adattandosi alle esigenze in continua evoluzione dei consumatori e rispondendo a nuovi requisiti ambientali. Di conseguenza, è necessario dedicare più tempo a capire e valutare le singole società prima di investire nei titoli giusti, anche sulla base della propensione al rischio desiderata.

Al momento, abbiamo identificato opportunità tra alcune delle società maggiori, ma tendiamo generalmente a preferire quelle di medie dimensioni, che riteniamo possano crescere complessivamente più del mercato. Andiamo alla ricerca di società che riteniamo capaci di adattarsi in modo più efficiente ed adeguarsi più flessibilmente ad un contesto in rapida evoluzione e che sono gestite da management team flessibili ed adeguatamente incentivati.

Il valore della gestione attiva negli investimenti nei mercati emergenti

Sebbene nell’ultimo decennio l’universo degli investimenti nei mercati emergenti abbia registrato una notevole evoluzione, restiamo fermamente convinti che questi rimangano una classe di asset in cui la gestione attiva è destinata a giocare un ruolo essenziale per svariate ragioni.

I mercati emergenti tendono ad avere proprie regole e discipline operative che riguardano le aziende, le società differiscono notevolmente in termini di atteggiamento nei confronti degli investitori di minoranza, gli standard di governance variano in misura significativa e le complessità locali determinano tendenze ed abitudini dei consumatori. Abbiamo spesso bisogno di sviluppare relazioni piuttosto strette per acquisire una migliore comprensione delle prospettive economiche e trovare dei management team di successo che rispettino le regole.

Riteniamo che questi fattori possano costituire un aspetto importante a mano a mano che l’attenzione si riporta sui mercati emergenti, a fronte del generale miglioramento delle performance che abbiamo di recente osservato in questi mercati.

Dopo oltre tre anni di stasi a livelli depressi, gli utili delle società dei mercati emergenti stanno evidenziando segnali di ripresa e ciò si rispecchia nelle tendenze delle società e dei loro management, nonché nei relativi dati finanziari.

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Recentemente, nel corso di un viaggio a Dubai, io ed il mio team abbiamo incontrato una serie di società africane, del Medio Oriente e di altri mercati emergenti, che hanno dimostrato una fiducia ed una disponibilità decisamente maggiori a condividere le loro prospettive per i prossimi 12-24 mesi.

Anche nelle regioni che stanno ancora attraversando una fase di adeguamento e ribilanciamento, osserviamo un aumento della stabilità e condizioni economiche sottostanti sempre più robuste, come basso debito, stabilizzazione dei mercati delle materie prime, minore volatilità valutaria e maggiore fiducia dei consumatori.

Dopo un periodo relativamente cupo per i mercati emergenti, sembra che molti fattori che avevano attirato gli investitori verso la classe di asset, quali una crescita degli utili più forte, maggiori livelli di crescita del prodotto interno lordo e tendenze del consumo decisamente più interessanti, potrebbero rientrare in gioco.

Note Informative e Legali

I commenti, le opinioni e le analisi di Carlos Hardenberg hanno finalità puramente informative e non devono essere considerati come una consulenza individuale in materia di investimenti né come una raccomandazione ad investire in un titolo o ad adottare una strategia di investimento. Poiché le condizioni economiche e di mercato sono soggette a rapidi cambiamenti, i commenti, le opinioni e le analisi riportati sono quelli alla data della loro pubblicazione e potrebbero cambiare senza preavviso. Il materiale non intende costituire un’analisi completa di ogni fatto sostanziale concernente qualsiasi paese, regione, mercato, industria, investimento o strategia.

Nella redazione di questo materiale potrebbero essere stati utilizzati dati provenienti da fonti esterne che non sono stati controllati, validati o verificati in modo indipendente da Franklin Templeton Investments (“FTI”). FTI non si assume alcuna responsabilità in ordine a perdite derivanti dall’uso di queste informazioni e la considerazione dei commenti, delle opinioni e delle analisi in questo materiale è a sola discrezione dell’utente. Prodotti, servizi ed informazioni potrebbero non essere disponibili in tutte le giurisdizioni e sono offerti da società affiliate di FTI e/o dai rispettivi distributori come consentito dalle leggi e normative locali. Si invita a rivolgersi al proprio consulente professionale per ulteriori informazioni sulla disponibilità di prodotti e servizi nella propria giurisdizione.

Informazioni legali importanti

Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti, un segmento dei quali è costituito dai mercati di frontiera, implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni minori dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità ed alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati (oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi) sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera. . I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano ad un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire.

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[1] Fonte: MSCI. L’indice MSCI Emerging Markets rappresenta le società ad alta e media capitalizzazione in 23 mercati emergenti. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investirvi direttamente. Non tengono conto di commissioni, spese od oneri di vendita. Per maggiori informazioni sui fornitori dei dati, si rimanda al sito Web www.franklintempletondataservices.com.

[2] Ibid.

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