Brasile ed altre aree interessanti in America Latina
13 aprile 2017

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese, Cinese semplificato, Francese, Tedesco, Spagnolo, Polacco

Download PDF

Sono appena tornato da un lungo viaggio in America Latina, iniziato dal Messico e proseguito poi in Perù, Cile, Argentina e Brasile. In quest’articolo, illustro alcune riflessioni, incluse le ragioni di ottimismo.

Carnivale_2017_Mark

Al Carnevale

Relazioni commerciali: una priorità per il Messico

L’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti ha suscitato alcune preoccupazioni in Messico in merito alla relazione con il vicino settentrionale, soprattutto nell’area del commercio. L’obiettivo dichiarato del Presidente Trump di mantenere un dollaro statunitense debole allo scopo di favorire le società americane dipendenti dalle esportazioni, è importante per i paesi con volumi elevati di esportazioni verso gli Stati Uniti. Sarà interessante osservare se riuscirà a raggiungere tale obiettivo, alla luce di ulteriori potenziali aumenti dei tassi d’interesse statunitensi che tendono a far salire il dollaro.

Le azioni politiche dell’amministrazione Trump saranno probabilmente d’importanza critica per il Messico, ma non dobbiamo perdere di vista il fatto che il commercio Stati Uniti-Messico è enorme e fondamentale per entrambi i paesi. Gli Stati Uniti ed il Messico sono partner commerciali di primo piano, con un volume complessivo di scambi bilaterali che nel 2015 ha superato i 580 miliardi di dollari statunitensi.[1] Gli scambi bilaterali sono pesantemente concentrati su manufatti e macchinari. Il settore automobilistico, inclusi veicoli e componenti, è la principale fonte delle esportazioni messicane negli Stati Uniti. L’industria automobilistica statunitense è caratterizzata da un elevato grado di dipendenza dai componenti messicani e gli scambi non possono pertanto cessare completamente.

Il Messico è il maggiore produttore latinoamericano di veicoli, il settimo mondiale ed ha svariati accordi di libero scambio con molti altri paesi.[2] In pratica, gli Stati Uniti non sono certo l’unico mercato del Messico.

Al contempo, Canada e Messico sono i mercati maggiori per le esportazioni statunitensi e le esportazioni in Messico di prodotti agricoli nel 2015 ammontano a circa 18 miliardi di dollari statunitensi.[3] Nel contesto delle esportazioni totali, tale cifra è relativamente modesta, ma è anche importante politicamente. In generale riteniamo che i timori di una totale rottura delle relazioni economiche tra Stati Uniti e Messico siano probabilmente eccessivi.

Detto ciò, per la maggior parte degli osservatori è indubbio che i paesi dei mercati emergenti debbano valutare le loro strategie commerciali in relazione agli Stati Uniti, ma anche in termini di rapporti commerciali in senso lato.

Quadro più sereno in Brasile

At Carnival

Al Carnevale

Un altro importante sviluppo in molti paesi dell’America Latina è la fine del populismo, che in effetti rientra in una più ampia tendenza da noi osservata. Alcuni mercati emergenti stanno infatti abbandonando il populismo proprio mentre alcuni mercati sviluppati, tra cui Stati Uniti e paesi europei, ne sembrano attratti.

Nel caso dei mercati emergenti, riteniamo che la diffusione di Internet e degli smartphone abbia contribuito al superamento del populismo. Un numero crescente di persone ora sa cosa succede ai livelli più elevati dei rispettivi governi ed è riuscito a reagire e comunicarlo al mondo. Un buon esempio in proposito è costituito dalle indagini sul cosiddetto scandalo “lavo jato”, od “autolavaggio”, condotte in Brasile.

Abbiamo recentemente visitato l’ufficio del presidente brasiliano a Brasilia, la capitale del Paese ed è emerso chiaramente che i funzionari governativi erano impegnati a promuovere riforme il più rapidamente possibile allo scopo di migliorare l’economia e salvare la propria carriera politica.

A nostro giudizio, le più importanti di queste riforme sono la privatizzazione di svariate organizzazioni governative e la vendita generale di asset (inclusi alcuni progetti petroliferi ed infrastrutturali, tra cui aeroporti) in modo trasparente e sistematico.

Il Brasile ha superato una pesante crisi politica ed economica, da cui è scaturito un governo di natura più riformista. Siamo ottimisti sulla continuazione di queste riforme. Sebbene i mercati azionari abbiano scontato i progressi (lo scorso anno, l’indice brasiliano Bovespa è stato uno dei migliori al mondo), intravediamo ancora numerose potenziali opportunità.[4]

Durante il mio soggiorno in Brasile ho anche visitato Rio, come di consueto, per avere qualche incontro con le società e partecipare al carnevale nel tempo libero.

At Carnival

Al Carnevale

Contributo economico del carnevale

Si calcola che i festeggiamenti per il carnevale di quest’anno abbiano attirato oltre 1 milione di turisti nella sola area di Rio de Janeiro, apportando 3 miliardi di real (oltre 900 milioni di dollari statunitensi) all’economia del paese.[5]

Rio non è l’unica città a fare festa. I media brasiliani locali hanno dato notizie di un numero crescente di turisti recatisi a San Paolo per le celebrazioni in tale città e di 1,5 milioni di persone nelle strade di Brasilia per assistere alle parate e partecipare ai blocos (sfilate nelle strade).[6]

Inoltre, i festeggianti hanno anche speso più dello scorso anno, imprimendo slancio alle economie locali.

Naturalmente, siamo anche rimasti intrappolati nel traffico congestionato di Rio, ma secondo noi gli eventi sono stati come al solito ben organizzati.

Secondo l’Assessorato allo Sviluppo Economico di Rio, solo nella città le celebrazioni hanno creato posti di lavoro temporanei per 250.000 persone, inclusi carpentieri e sarte, che lavorano tutto l’anno per preparare i vari carri. Nel Sambodromo sono stati allestiti circa 1.000 punti di ristoro appositamente per le celebrazioni e le “scuole” di samba di Rio hanno speso oltre 1 milione di dollari statunitensi ciascuna per organizzare la propria sfilata con danze, costumi e carri ricercati. Il carnevale rappresenta un esempio di quanto sia importante ricordare che sebbene un’economia possa apparire in cattive condizioni in termini macroeconomici, a livello microeconomico alcuni segmenti possono invece avere un ottimo andamento.

Durante l’orario lavorativo a Rio, con i miei colleghi ho visitato due società operanti nel settore del consumo, una attiva nelle vendite al dettaglio e l’altra in centri commerciali. Il rivenditore al dettaglio ha registrato una performance piuttosto forte, ma storicamente più debole, in un contesto economico estremamente difficile. Ha lavorato per organizzare un’attività di vendita via Internet e, come altre società che dipendono da questo tipo di vendite, ha avuto problemi logistici e di consegna, soprattutto durante i periodi festivi e sta ora investendo capitali consistenti per migliorare tale aspetto operativo. Al contempo, la società ha programmato di continuare ad accelerare il ritmo delle aperture di negozi fisici nei prossimi anni, allo scopo di prepararsi a quella che prevede sarà una ripresa della crescita del mercato dei prodotti di consumo.

La società operante nel settore dei centri commerciali che abbiamo visitata è riuscita a conseguire buone vendite, ma ha anch’essa dovuto affrontare un contesto difficile ed accentuato i controlli dei costi per sostenere i margini di utile. La società ha preso in considerazione possibili sconti dei canoni di locazione quest’anno, allo scopo di aiutare i locatari nei propri centri, ma è stato interessante notare un aumento del traffico dei visitatori.

Sulla scia delle riforme proposte dal Presidente Michel Temer, la fiducia si è rafforzata e vi sono previsioni di miglioramento del contesto di consumo e di tassi d’interesse a lungo termine potenzialmente più bassi.

Sebbene il carnevale abbia un carattere festoso, vi è ancora una sensazione diffusa di crisi per molte società coinvolte nell’enorme scandalo di corruzione dell’”autolavaggio” e durante il mio soggiorno in Brasile le indagini erano ancora in corso. Al termine delle nostre visite a Rio è comunque risultato chiaro che, nonostante il rallentamento economico, ci sia una ripresa in corso. Sebbene molte società continuino a muoversi con difficoltà, abbiamo osservato molte aree particolarmente interessanti.

Mercati emergenti: quadro generale

Se esaminiamo il quadro generale dei mercati emergenti, siamo incoraggiati dal constatare che la performance è in via di miglioramento e che nel 2016 i mercati emergenti hanno generalmente sovraperformato quelli sviluppati.[7] A nostro giudizio esistono i presupposti per una probabile continuazione di questa tendenza, in quanto si prevede che la loro crescita continui a superare quella dei mercati sviluppati.

Il Fondo Monetario Internazionale prevede che la crescita del prodotto interno lordo (PIL) dei mercati emergenti quest’anno sia del 4,5%, rispetto all’1,9% dei paesi sviluppati.[8]

L’America Latina sta appena cominciando ad organizzarsi razionalmente. Sebbene il Brasile sembri destinato a conseguire quest’anno una crescita economica inferiore all’1%[9], riteniamo che nel lungo termine vi possa essere un potenziale di aumento della crescita. Quest’anno, per il Messico e l’Argentina si prevede una crescita del PIL rispettivamente dell’1,7% e del 2,7%[10].

Queste riflessioni sono soltanto la punta dell’iceberg. Continuiamo le nostre approfondite ricerche sulle singole società in un quadro di contesti economici in rapida evoluzione e, malgrado le difficoltà, siamo incoraggiati da ciò che il futuro può riservare alla regione.

Per maggiori informazioni sul populismo, potete leggere il documento di ricerca Global Macro Shifts curato dai miei colleghi di Templeton Global Macro, “Latin America: The Rise and Fall of Populism”.

Note Informative e Legali

I commenti, le opinioni e le analisi di Mark Mobius hanno finalità esclusivamente informative e non devono essere considerati come consulenza su singoli investimenti o raccomandazioni d’investimento in titoli specifici o per adottare strategie d’investimento specifiche. Poiché le condizioni economiche e di mercato sono soggette a rapidi cambiamenti, i commenti, le opinioni e le analisi riportati sono quelli alla data della loro pubblicazione e potrebbero cambiare senza preavviso. Il materiale non intende costituire un’analisi completa di ogni fatto sostanziale concernente qualsiasi paese, regione, mercato, industria, investimento o strategia.

Nella redazione di questo materiale potrebbero essere stati utilizzati dati provenienti da fonti esterne che non sono stati controllati, validati o verificati in modo indipendente da Franklin Templeton Investments (“FTI”). FTI non si assume alcuna responsabilità in ordine a perdite derivanti dall’uso di queste informazioni e la considerazione dei commenti, delle opinioni e delle analisi in questo materiale è a sola discrezione dell’utente. Prodotti, servizi ed informazioni potrebbero non essere disponibili in tutte le giurisdizioni e sono offerti da società affiliate di FTI e/o dai rispettivi distributori come consentito dalle leggi e normative locali. Si invita a rivolgersi al proprio consulente professionale per ulteriori informazioni sulla disponibilità di prodotti e servizi nella propria giurisdizione.

Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti, un segmento dei quali è costituito dai mercati di frontiera, implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni minori dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità ed alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati (oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi) sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera. . I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano ad un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire.

____________________________________________

[1] Fonte: Office of the United States Trade Representative, dati al 2015.

[2] Fonte: Export.gov, US Department of Commerce Trade Administration. Dati al 2016.

[3] Fonte: Office of the United States Trade Representative, dati al 2015.

[4]Le performance passate non sono indicazione o garanzia di performance future. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investirvi direttamente. Non tengono conto di commissioni, spese od oneri di vendita.

[5] Fonte: Governo della municipalità di Rio de Janeiro, comunicato stampa dell’International Relations Department del 7 marzo 2017.

[6] Fonte: Governo di Brasilia (Agencia Brasília) “DF Carnival had an audience of 1.5 million in 2017″.

[7] Nel 2016, l’Indice MSCI Emerging Markets è salito dell’11,2%, a fronte del rialzo del 7,5% dell’Indice MSCI World. L’indice MSCI Emerging Markets rappresenta le società ad alta e media capitalizzazione in 23 mercati emergenti. L’indice MSCI World rappresenta le società ad alta e media capitalizzazione in 23 mercati sviluppati. Gli indici non sono gestiti e non è possibile investirvi direttamente. Le performance del passato non costituiscono un’indicazione od una garanzia di risultati futuri.

[8] Fonte: IMF World Economic Outlook, January 2017 Update. Non vi è alcuna garanzia che un’eventuale stima, proiezione o previsione si realizzi.

[9] Fonte: IMF World Economic Outlook, January 2017 Update. Non vi è alcuna garanzia che un’eventuale stima, previsione o proiezione si realizzi.

[10] Fonte: FMI; le proiezioni per il Messico ed il Brasile sono aggiornate a gennaio 2016 e per l’Argentina a ottobre 2016. Non vi è alcuna garanzia che un’eventuale stima, proiezione o previsione si realizzi.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti?

Saremo felici se vorrete inviare i vostri commenti, anche se non saranno pubblicati immediatamente. In ogni caso, saranno letti e ci serviranno come indicazione per argomenti futuri. Vi invitiamo quindi a continuare a inviarceli.
[Nota: non inserire mai dati finanziari personali o relativi al vostro account nei commenti inviati.]

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>