Investire nei Mercati Emergenti

Prospettive

Risposte alle domande dei lettori

Pur non potendo sempre rispondere direttamente a tutte le loro domande, mi fa piacere parlare con i miei lettori e follower e ne apprezzo i commenti e suggerimenti. Sono felice di vedere gente di tutto il mondo restare in contatto tramite il mio blog, Twitter e LinkedIn. Continuate a scrivermi! Ecco qui le mie risposte ad alcune delle vostre domande.

Questo contenuto è disponibile anche in: Inglese, Tedesco, Polacco

Pur non potendo sempre rispondere direttamente a tutte le loro domande, mi fa piacere parlare con i miei lettori e follower e ne apprezzo i commenti e suggerimenti. Sono felice di vedere gente di tutto il mondo restare in contatto tramite il mio blog, Twitter e LinkedIn. Continuate a scrivermi! Ecco qui le mie risposte ad alcune delle vostre domande.

D: Ho letto il suo recente blog sui mercati di frontiera e non ha citato il Bangladesh. Può dirci cosa pensa delle opportunità in tale paese? Nazib nel Bangladesh (via Twitter)

R: Riteniamo che il Bangladesh sia uno dei mercati di frontiera più interessanti ed ora che il Pakistan è stato promosso passando dall’Indice MSCI Frontier Markets all’Indice MSCI Emerging Markets, crediamo che il Bangladesh diventerà più importante. Siamo attivi nel paese e continuiamo a ricercare potenziali opportunità d’investimento.

Amo davvero il Bangladesh ed il suo popolo. Nella mia ultima visita, ho avuto l’opportunità di viaggiare nelle campagne e recarmi in varie fabbriche ed aziende agricole, incontrando persone gentili ed ospitali. In tali aziende agricole e fabbriche, ho avuto modo di osservare le capacità e la laboriosità della gente e constatare il graduale miglioramento di qualità della loro vita.

D: Non vorrei sembrare ingenuo, ma il populismo non è forse un ciclo od una fase che la società attraversa? Per esempio, il capitalismo funziona bene in termini di generazione di posti di lavoro ed allocazione efficiente delle risorse. Ma con il tempo, molti lavoratori si stancano del fatto che il loro lavoro sia preso in scarsissima considerazione ed alcuni candidati suscitano il loro interesse, alimentando il populismo, fino a quando le politiche si dimostrano fallimentari e sono necessarie riforme. Cosa ne pensa? – Walter nel Regno Unito (via LinkedIn)

R: La sua osservazione non è affatto ingenua perché questo è un problema che tutti noi dobbiamo affrontare. Negli anni Settanta, le agenzie multilaterali come la Banca Mondiale, la Società Finanziaria Internazionale ed altre, ritenevano che un sistema orientato al mercato fosse la soluzione migliore per realizzare una crescita economica e fare uscire la popolazione dalla povertà. Come ha sottolineato, un sistema orientato al mercato è ottimo ai fini di un’allocazione efficiente delle risorse. Tuttavia, l’aspetto negativo è che quando la ricchezza cresce rapidamente, di solito non si distribuisce equamente e ciò porta alla creazione di ampi divari a livello di reddito, non soltanto in un singolo paese, ma in tutto il pianeta.

La soluzione socialista/comunista al problema è la sottrazione da parte dello stato di beni ai ricchi da destinare ai poveri. Ciò ha tuttavia indotto molti capitalisti pieni di risorse (gli allocatori di capitali) a desistere dalle loro iniziative e talvolta persino a lasciare il paese in questione. Il risultato è una minore generazione di ricchezza.

I politici scaltri traggono energie dalla rabbia delle fasce di popolazione non abbienti e ne richiamano l’attenzione promettendo salari più elevati, alloggi e generi alimentari gratuiti, ecc.  Ecco cos’è il populismo. Purtroppo, una volta conquistato il potere, i politici di stampo populista tendono spesso ad arricchirsi ed a dissipare la ricchezza dei propri paesi.

Non vi è una risposta semplice e penso che ciò di cui abbiamo bisogno sia probabilmente una combinazione di filosofie. La Cina sta perseguendo questa combinazione di capitalismo (dove le forze di mercato determinano l’allocazione di capitali) e socialismo. L’obiettivo è far sì che lo stato assicuri una migliore distribuzione dei benefici a tutta la popolazione. Naturalmente, nessun sistema è perfetto e non è certo un segreto che ciò comporti seri problemi. Il recente programma cinese di lotta aggressiva alla corruzione è un’indicazione del problema. Ciononostante, rimaniamo ottimisti in merito alle prospettive della Cina.

D: Cosa ne pensa del Pakistan? Ha in programma di visitare il paese? Imran in Pakistan (via LinkedIn)

R: Dal punto di vista di un investitore, riteniamo che il Pakistan sia veramente in ottime condizioni. La sua promozione dall’Indice MSCI Frontier Markets all’Indice MSCI Emerging Markets ha rinvigorito il mercato e dall’inizio di quest’anno le azioni di molte società pachistane hanno registrato un discreto apprezzamento. Siamo soddisfatti di questo perché abbiamo investito da molti anni in Pakistan, prima di questo cambiamento.

Non ho visitato il Pakistan di recente, ma mi piacerebbe farlo. Uno dei nostri analisti è stato ultimamente nel paese ed è tornato con relazioni e raccomandazioni favorevoli che intendiamo prendere in considerazione. Ritengo che il Pakistan abbia intrapreso una strada di crescita più elevata, non soltanto grazie alle riforme in via di attuazione, ma anche in virtù dei suoi legami con la Cina. La Cina sta contribuendo a migliorare le infrastrutture del Pakistan nel quadro del programma cinese “One-Belt-One Road”, che collegherà l’Asia al Medio Oriente mediante una rete stradale e ferroviaria che attraverserà il Pakistan. Riteniamo che questa sia una grande opportunità di cui potrebbe beneficiare il Pakistan.

D: Sarebbe interessante conoscere la sua opinione in merito alla finanza mobile. Sebbene le società stiano lavorando alacremente in proposito, le infrastrutture tecnologiche e legali miranti ad accelerare la diffusione della finanza mobile e di altri generi di pagamenti cashless necessitano ancora di un notevole sviluppo nei mercati emergenti (e naturalmente di frontiera).- Hanh a Singapore (via LinkedIn)

R:  La finanza mobile sta crescendo rapidamente in tutto il mondo. In alcuni paesi in cui non esistono leggi che limitano o vincolano i trasferimenti di denaro ed altre attività finanziarie analoghe (come il Kenya), la finanza mobile ha conosciuto un’esplosione. In generale, nei paesi in cui non esistono leggi bancarie e finanziarie complesse (come di norma riscontriamo nei mercati sviluppati), il potenziale di rapida introduzione della finanza mobile è straordinario. In questo campo, molti paesi emergenti stanno pertanto sorpassando i mercati sviluppati sotto i nostri occhi.

Ciononostante, i pagamenti cashless si stanno sviluppando ad una velocità elevata. Ho trovato sistemi di pagamento elettronici quasi in ogni paese del mondo in cui mi sono recato, soprattutto in Asia. È un’evoluzione verso il futuro inarrestabile, non soltanto perché è pratica ed efficiente, ma anche perché la diffusione degli acquisti e dei sistemi bancari via Internet rende tale tecnologia essenziale. Il programma di carta di identificazione attuato dal governo indiano consente a decine di milioni di persone, che in precedenza non avevano nemmeno un conto bancario, di accedere al mobile banking.

D: Cosa ne pensa della Turchia oggi?  (Christine a Singapore, via Twitter)

R:  La Turchia deve far fronte a molti problemi, non soltanto a seguito del recente cambiamento costituzionale, ma anche a causa del perdurante conflitto curdo e della guerra in atto in Siria. Malgrado ciò, il paese rappresenta ancora un’economia molto importante, con un vivace mercato dei capitali che a mio giudizio gli investitori internazionali non dovrebbero completamente ignorare. Il rischio percepito è aumentato a causa dei suddetti problemi, ma siamo ancora convinti che gli investimenti nel paese siano promettenti. Attualmente prediligiamo le società orientate ai consumi e continueremo ad andare alla ricerca di potenziali opportunità in Turchia. 

D: Pensa che gli asset brasiliani offrano un buon valore ed un sufficiente margine di “sicurezza” rispetto agli altri mercati emergenti? Toni in California (via LinkedIn)

R: Sebbene il Brasile abbia di recente affrontato alcune turbolenze, la valuta ed il mercato azionario brasiliani sono riusciti a risalire dai loro minimi assoluti. Nonostante le correzioni rispetto alla tendenza rialzista di lungo termine, riteniamo che il Brasile sia sulla strada della crescita per il prossimo anno, semplicemente perché il suo movimento anti-corruzione dovrebbe portare a cambiamenti a livello governativo e giuridico auspicabilmente in grado di evitare lo sperpero di risorse osservato in passato. Rileviamo un buon valore in titoli brasiliani selezionati, ma siamo anche consapevoli del fatto che vi potranno essere battute d’arresto e correzioni. Attualmente riteniamo che acquistare a tali correzioni di prezzo potrebbe dimostrarsi una buona strategia nel lungo termine.

D: Ho letto il suo post sull’Argentina e mi chiedevo se vi siano aspetti che desidera mettere in luce a proposito del Cile – Ancilla in Cile (via LinkedIn)

R: Grazie al suo governo ed al suo sistema politico, il Cile è uno dei paesi più promettenti del mondo. Data l’importanza delle esportazioni di rame per l’economia cilena, il governo ha intelligentemente pianificato il futuro in modo da assicurare che eventuali cali dei prezzi del rame non provochino flessioni corrispondenti nell’economia complessiva. Ha istituito fondi di emergenza per contribuire a proteggere l’economia dalla volatilità dei prezzi del rame. Ciò detto, il recente governo è stato meno favorevole al mercato ed ha intrapreso politiche populiste che potrebbero creare problemi in termini di capacità di attirare nuovi investimenti in futuro. Un esempio emblematico sono i cambiamenti delle condizioni contrattuali delle società di servizi di pubblica utilità privatizzate. Stiamo osservando attentamente la situazione nel paese.

D: Ritiene che il declassamento del debito cinese implichi che l’India possa assicurarsi una maggiore percentuale di investimenti in futuro? – Pratik in India (via Twitter)

R: Il declassamento della Cina potrebbe indirizzare maggiori flussi di fondi verso l’India, anziché la Cina. In questa fase, non penso tuttavia che ciò avverrà in misura significativa perché il declassamento è stato piuttosto modesto e la Cina è ancora rimasta nella categoria investment grade. Penso inoltre che l’India dovrà facilitare gli investimenti nel paese, non soltanto per gli investitori esteri, ma anche per quelli locali.

Gli ostacoli burocratici sono ancora piuttosto significativi in India. La democrazia vivace fa sì che, qualora il governo federale ed i governi locali dovessero approvare i progetti, le resistenze locali potrebbero annullarli o ritardarli fino al punto di spingere gli investitori a rinunciare per la frustrazione. Nonostante queste barriere, siamo convinti tuttavia che l’India rimanga una destinazione estremamente interessante per gli investitori.

Note Informative e Legali

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Quali sono i rischi?

Tutti gli investimenti comportano rischi, inclusa la possibile perdita del capitale. Il valore degli investimenti può subire rialzi e ribassi; di conseguenza, gli investitori potrebbero non recuperare l’intero ammontare del proprio investimento. Gli investimenti esteri comportano rischi particolari quali fluttuazioni dei cambi, instabilità economica e sviluppi politici. Gli investimenti nei mercati emergenti, un segmento dei quali è costituito dai mercati di frontiera, implicano rischi più accentuati connessi con gli stessi fattori, oltre a quelli associati alle dimensioni minori dei mercati in questione, ai volumi inferiori di liquidità ed alla mancanza di strutture legali, politiche, economiche e sociali consolidate a supporto dei mercati mobiliari. I rischi associati ai mercati emergenti sono generalmente amplificati nei mercati di frontiera poiché gli elementi summenzionati (oltre a vari fattori quali la maggiore probabilità di estrema volatilità dei prezzi, illiquidità, barriere commerciali e controlli dei cambi) sono di norma meno sviluppati nei mercati di frontiera. . I prezzi delle azioni subiscono rialzi e ribassi, talvolta estremamente rapidi e marcati, a causa di fattori che riguardano singole società, particolari industrie o settori o condizioni di mercato generali. I prezzi delle obbligazioni si muovono di norma in direzione opposta a quella dei tassi d’interesse. Di conseguenza, a mano a mano che i prezzi delle obbligazioni detenute in un portafoglio d’investimento si adeguano ad un aumento dei tassi d’interesse, il valore del portafoglio può diminuire.

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